Tra esitazioni e saperi
collana diretta da Paolo Bagni
144 pp.
Il gesto della citazione esprime forse una diffidenza nel monologo, nella incontrastata sicurezza di una voce che tutto assorbe e modula nel proprio fluire: e si ostina ad evocare, tra chi parla e chi ascolta, le irriducibili qualità di qualche cosa d'altro ...
L'esperienza della modernità è percorsa dall'illusione della disponibilità immediata delle cose, dei significati, dei lin-guaggi (illusione non meramente esegetica, ma attiva come forza di dominio); e sarebbe, credo, un gesto o apotropaico o consolatorio rinviarla ad un qualche ottocento, ad un qual-che positivismo, o celebrarne l'esplosione liberatoria nel postmoderno. Occorre piuttosto tener fermo questo nesso: come l'esperienza della modernità generi l'antidoto alla propria illusione di dominio nelle elegie e nelle angosce della temporalità, della distanza, dell'alterità... Mi piace immaginare, come fosse un emblema, che tutto quanto possiamo mettere in gioco in un pensiero della tradizione, in una mappa del senso del futuro, sia già nuclearmente con-tenuto in quella esitazione che governa la mano quando tocca un libro: possiamo leggere, possiamo non leggere, possiamo rileggere.