Architettura dell'imitazione. Teoria dell'arte e architettura fra XV e XX secolo
168 pp. ill. b.n.
Sommario: Premessa - Prologo: Il rovello di Socrate - L'enigma di Valéry - Borromini architetto gotico - Il percorso -La citta' di Savinio e Raffaello:La città come tipografia - La ripetizione e la soglia - La differenza in un'acca - Perché tutti erano d'una ragione - La ragione dei barbari - Da quando a quando - La dottrina mimetica - Imitazione e conoscenza - La mimesi alla radice della sapienza greca - Come la poesia così è la pittura - Che sa chi sa di mattoni e di calce? - La natura e il modello - La cera e il corpo - Lo scalpello, il pennello e l'arbusto - Rughette e venuzze - Lo specchio, l'occhio, la mano - Una certa idea - Il modello per l'architettura: Natura e architettura - Api, castori e architetti - Il sacrificio e il modello - La capanna primitiva: Dalla foresta alla capanna - La capanna e l'imitazione - Vero e verosimile - La rozza capanna - Un principio per i porcili - L'antico:Il Laocoonte ritrovato - Raffaello con la bussola - Superare l'antico? - Arte e sistemi delle arti: Ut pictura equitatio - I generi artistici - L'abito dell'arte - Guerra e culinaria - Imitazione e belle arti - Liquidare la venerabile mimesi: Le lenticchie di Hegel - Nuove parole e nuovi concetti - Infinito, libertà e bellezza - La mite vendetta - Inventio e compositio - Il ciottolo di Ruskin - Due mondi sovrapposti - Nella testa di Renoir - Invenzione e composizione - Composizione e stili - Composizione e progetto - Bibliografia
L'idea che l'opera d'arte sia imitazione della natura ha caratterizzato il pensiero occidentale per almeno due millenni. I miti classici sulla nascita delle arti, da Democrito ad Aristotele, da Vitruvio a Plinio, si radicano nell'immagine ancestrale dell'uomo che, imitando, trae dalla natura il proprio sapere. La ripresa umanistica e rinascimentale di quell'idea fonda, in modo determinante, la cultura artistica d'età moderna sino a tutto l'Ottocento e oltre. In quel contesto, la dottrina mimetica caratterizza il rapporto dell'artista con la propria opera e con la propria creatività. Non è, quindi, possibile pensare alla storia dell'arte d'età moderna senza avere ben presente che essa trova fondamento nella mimesi artistica e che, questa, rappresenta un elemento di "lunga durata" che ne innerva la vicenda.
Non fa eccezione, naturalmente, la storia dell'architettura. Così, il titolo di questo saggio, Architettura dell'imitazione, individua da subito il contenuto essenziale che lo informa: interpretare alcuni momenti nodali nella storia dell'architettura fra XV e XX secolo alla luce della dottrina mimetica dell'arte. Ovvero, detto in termini più familiari e ricorrenti nella critica d'arte, vuole interpretare, sub specie imitationis, fasi cruciali della cultura architettonica moderna: dal classicismo rinascimentale alla "scarabattoleria" barocca, dal neogotico all'eclettismo, dal rigore compositivo dei Beaux-Arts alla tarda stagione del tradizionalismo. Il rapporto dialettico fra progetto e imitazione rappresenta, allora, una sorta di fil rouge che tiene insieme, pur nelle diverse varianti, quadri stilistici assai distanti fra loro e ne risalta gli elementi di continuità e di autonomia rispetto al nostro modo di pensare l'opera d'arte.
Giorgio Pigafetta (Milano, 1952), insegna Storia dell'architettura moderna presso le Facoltà di Architettura e di Ingegneria dell'Università di Genova. Si è dedicato, negli anni, allo studio dei rapporti fra estetica e architettura, alle teorie architettoniche contemporanee e alla storia della meccanica nella trattatistica d'età moderna. Recentemente ha sviluppato una serie di ricerche sull'architettura tradizionalista europea del Novecento, pubblicate in Italia e all'estero.