Montespertoli: le mappe di comunità per lo statuto del territorio
«Veniamo da un lungo processo di spoliazione dei saperi che riguardano la produzione e la riproduzione dei mondi di vita; un percorso incessante di contrazione dello spazio pubblico e di relazione risucchiato nello spazio delle merci, di trasformazione degli utenti dei servizi in clienti, degli abitanti in consumatori, che ha mutato comunità consapevoli in individui massificati, sorretti solo da protesi tecnologiche e interamente dipendenti da mega-apparati esterni. [...] La partecipazione va allora intesa come capacità degli abitanti di riappropriarsi della competenza necessaria a partecipare alla progettazione e alla gestione del proprio ambiente di vita; dunque ad esprimere non solo pareri su ciò che altri devono fare, ma saperi e culture per la riproduzione, cura, manutenzione e valorizzazione del proprio territorio». In questa chiave, l’uso «di strumenti partecipativi finalizzati all’auto-conoscenza e all’autorappresentazione», quali sono le “mappe di comunità” («mappe capaci di rappresentare in maniera comunicabile e significativa, attraverso tecniche in genere a debole formalizzazione, il proprio spazio vissuto, esprimendo i valori patrimoniali ambientali, territoriali, paesaggistici, produttivi riconosciuti dalla comunità locale») «contribuisce ad aprire una nuova stagione del governo del territorio», «inaugurando ... una strada sperimentale verso una futura concezione dello statuto come “carta costituzionale” del territorio, socialmente costruita, rispetto a cui valutare la coerenza di piani, azioni, progetti e politiche.» (A. M.)
Alberto Magnaghi è ordinario di Pianificazione Territoriale all’Università di Firenze, dove ha fondato e dirige il Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti (LaPEI) e presieduto il Corso di Laurea in Urbanistica e Pianificazione Territoriale ed Ambientale, con sede ad Empoli. Coordinatore da oltre un ventennio di ricerche interuniversitarie nazionali ed europee, a lui si devono i testi cardine della Scuola Territorialista, fra cui Il progetto locale (Torino 2000) edito in quattro lingue e distribuito in decine di Paesi, di cui è attualmente in uscita una edizione riveduta e aggiornata. Per Alinea ha curato Rappresentare i luoghi (2001), La rappresentazione identitaria del territorio (2005), Scenari strategici (2007) e Patto Città Campagna (2010), tutti in questa collana da lui stesso diretta.