Car Design. Progetto della Ferrari 550 Alaspessa. La forma della memoria
120 pp., ill. colore
Presentazione di Frank Stephenson - Introduzione di Massimo Ruffilli - Nella storia della mitica casa automobilistica di Alessandro Ubertazzi - La forma della memoria: la forma della Ferrari 550 Alaspessa di Massimo Grandi - Tavole illustrate di Massimo Grandi - Appendice: Abiti per un cuore pulsante - Il rinnovamento del design nell'avventura Ferrari di Laura Giraldi - Sulle tracce della 125 di Lorenzo Querci - Riferimenti bibliografici
Vi è qualcosa nella bellezza di alcune auto che sembra non attenere alle categorie del reale, ma a quelle delle spirito, che è quasi inutile ricercare solo nell'analisi delle sue parti, delle sue componenti o anche del suo insieme perché questo qualcosa affonda le sue radici e le sue ragioni, il suo stesso essere in una condizione dello spirito, nelle stagioni della memoria, in una regione del tempo e delle cose particolare. È questo il caso delle auto Ferrari. Spesso si legge o si sente affermare parlando della Ferrari che essa è prima di tutto un'immagine, che essa è portatrice, al di là del suo valore intrinseco, di un plusvalore non contalizzabile, non oggettivabile perché appartenente prima di tutto all'universo dell'immaginario collettivo. Il fatto rilevante però è che quell'immaginario non è il prodotto di un'azione di marketing, non è generato neppure da un'idea condensata nella forma del desiderio di un bene esclusivo e di lusso. Questa plusvalenza immaginifica è qualcosa di più complesso, in essa dobbiamo rileggere una fase particolare della nostra storia e della nostra cultura, la storia singolare di Enzo Ferrari, il suo ruolo in questa storia collettiva, il mondo, il geist delle corse, le auto da corsa, cioè nate per correre e le corse, il mondo delle corse automobilistiche, nel periodo che noi consideriamo e che va dagli ani '30 agli anni '50, sono la rappresentazione di una liturgia laica, un rituale che si incarna nei motori, nella nafta, nel grasso dei cuscinetti, nell'auto da corsa come opera d'arte autentica della cultura macchinista degli anni "metallici" dell'Italia prebellica e della successiva ricostruzione. Si ha la necessità o forse semplicemente la possibilità di ripartire dalle radici dell'idea, dall'anima interna e "primitiva" della macchina-Ferrari, da quel mondo concettuale, ma anche materiale. Questo progetto non tende a recuperare in chiave moderna gli elementi stilistici del passato ma rappresenta il tentativo di deificare un'anima, uno "spirito della macchina", alle radici antologiche dell'idea Ferrari. Questo libro è un tentativo di rappresentazione, attraverso soprattutto il segno grafico, di quell'insieme di elementi materiali e temporali, individuali e collettivi che stanno alla base delle origini della Ferrari e dell'immagine del suo mito.
Un esercizio della ragione e dell'immaginazione, una storia raccontata utilizzando una
conoscenza, teorica e pratica, profonda della materia. L'opera realizzata dall'architetto, designer e docente Massimo Grandi non è un libro nel senso tradizionale del termine. Piuttosto si tratta del racconto della storia della Ferrari per mezzo di un 'interpretazione scritta e illustrata di alcuni dei modelli di Maranello. A questo si aggiunge il progetto, realizzato dallo stesso autore, di una ipotetica Ferrari dal nome 550 Alaspessa
E Frank Stephenson, direttore del Concept Design & Development Ferrari e Maserati, a salutare con favore il volume, con un intervento di presentazione incentrato sul valore artistico, oltre che storico, dell'approccio utilizzato da Grandi nel trattare la materia.
Gli interventi di Massimo Ruffilli e di Alessandro Ubertazzi, rispettivamente presidente e professore del corso di Laurea in Disegno Industriale dell'Università degli Studi di Firenze, introducono alla lettura della parte scritta dall'autore, che cita Hegel per affrontare l'argomento: "Chiamiamo il bello, l'idea del bello. Ciò va inteso nel senso che il bello deve essere concepito come idea, anzi come idea in una forma determinata, come ideale" A conclusione della parte storica si apre un'ampia e interessante sezione di disegni realizzati e descritti dallo stesso autore, che danno forma al pensiero e rivelano il carattere artistico dell'opera.
An exercise in logic and imagination , a report based on in-depth theoretical and practical knowledge of his subject. This vork by architect, designer and lecturer, Massimo Grandi, is not a book in any traditional sense. In fact, tells the Ferrari story through an interpretation in words and pictures, of several Maranello models. Plus a description of his own design of a hypothetical "Ferrari 550 Alaspessa".
The book opens with a flattering introduction bv Frank Stephenson, Director of Ferrari and Maserati Concept Design and Development, who praises the artistic and historical merits of Grandi's approach to his subject.
Essays by Massimo Ruffilli and Alessandro Ubertazzi, professor and lecturer in Florence University's Degree Course in Industrial Design lead us to Grandi's own analysis, which starts with a quotation from Hegel: What we call Beauty is the Idea of Beauty. Which is to say that Beautv begins as Concept rather than as a specific ideal form. Having completed his portrait of the past, Grandi, then offers a long, fascinating section of his own designs, which both embody his ideas and reveal the artistic character of his book.
Design e
La collana propone contributi e approfondimenti tematici nell'ambito di un settore disciplinare sempre più multiforme e articolato. Attraverso la divulgazione di temi attuali, Design e si propone di allargare il campo delle conoscenze ai fini didattici, di sostenere e diffondere l'attività culturale, scientifica, di ricerca che si svolge in ambito universitario e, di offrire strumenti per la conoscenza e la diffusione del design come fattore di innovazione.