Conoscere, comprendere, sapere fare; L'esperienza dei laboratori di costruzione dell'architettura
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CONTENUTO: Presentazione; Cultura e competenza tecnologica: il problema del progetto, il giusto livello di astrazione, regole e buone pratiche di Salvatore Dierna; Introduzione; Didattica e cultura tecnologica del Progetto: l'esperienza dei Laboratori di Costruzione di Fabrizio Orlandi; Parte 1. L'istituzione dei Laboratori - Alcune questioni di metodo di Cristina Cocchioni e Maria Caterina Redini - 1 Cultura e competenza tecnologica: l'esercizio del comprendere (C.C.) - 2 Formazione e trasmissibilità del sapere tecnologico (M.C.R.) - 3 I laboratori nell'esperienza romana della Sapienza (C.C.) - Lettura di opere di architettura: schede; Parte 2. Metodi e risultati
Pratiche, esiti, problemi aperti (C.C. - M.C.R.) - 1 Il Laboratorio come modalità di formazione della cultura tecnologica del progetto (M.C.R.) - 2 Obiettivi culturali e strategie didattiche (C.C.) - 3 Metodi di valutazione ed analisi dei risultati (C.C.) - Bibliografia dei progetti discussi ed illustrati Sistemi, materiali, componenti ecosostenibili. Schede grafiche; Parte 3. Sostenibilità ed ecoefficienza nell'ambiente costruito; Criteri, metodi e strategie di Serena Baiani e Antonella Valitutti; Ecosostenibilità come principio guida della progettazione - 1 Il sistema di requisiti per la qualità degli spazi esterni ed intermedi di transizione (S.B) - 2 Il sistema di requisiti per la qualità degli spazi confinati (A.V.) - Riduzione degli impatti ambientali ed uso ecoefficiente delle risorse - 3 Risorse climatiche ed energetiche nel sistema edificio-contesto (A.V.) - 4 Materie prime, materiali, scarti e rifiuti: il ciclo di vita del sistema edificio-contesto (S.B.).
La didattica della tecnologia è una questione complessa che deve essere rapportata ai diversi percorsi formativi nelle scuole di architettura e, nello stesso tempo, al piano della strumentazione teorica ed attuativa derivante dal rapporto, sempre più significativo, tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. L'intervento progettuale, negli ultimi anni, ha permesso di orientare strategie, priorità ed indirizzi secondo due diverse tendenze: da un alto l'ecoefficienza dell'edificio come misura della conservazione delle risorse disponibili; dall'altro l'innovazione come un diverso modo di definire il rapporto ideazione/fruizione del sistema edificio attraverso gli apporti delle nuove potenzialità tecnologiche. La riflessione sul tema si articola ormai in una letteratura matura, che si traduce in contenuti di specifica utilità anche per tante componenti disciplinari attinenti alla problematica dell'ambiente. In questa direzione compito della Tecnologia è quello di contribuire a risolvere i problemi scaturiti dall'applicazione di un modello di uso delle risorse e dello spazio improprio. Questo non implica necessariamente l'esclusivo aumento dell'efficienza della tecnica come strumento per l'ottenimento del diffuso benessere e della riqualificazione, altrettanto diffusa, dell'ambiente. Le soluzioni tecnologiche sono volte non alla sola produzione di interventi fisici, ma alla definizione progettuale di sistemi inseriti nelle comunità e nell'ambiente che possano, sulla base delle potenzialità esistenti, condurre alla realizzazione di un miglioramento della qualità ambientale e sociale. Questa riflessione sulla tecnologia diventa il nucleo fondamentale dell'operare sostenibile in quanto si ritiene sottenda tutte le scelte operabili nella gestione delle trasformazioni. La Tecnologia assume in questa accezione, il ruolo di "mezzo" attraverso cui si possono creare le condizioni affinché uno spazio si tramuti in luogo, garantendo alla comunità il riconoscersi in esso grazie al rinnovato significato che così viene ad assumere il "progetto". Una trasformazione che investe quindi, anche in modo diretto gli obiettivi formativi delle discipline deputate alla progettazione ed al controllo dei processi di trasformazione dell'ambiente costruito e naturale, nella teoria come nella pratica. Le condizioni attuali dell'ambito disciplinare descrivono sistemi tecnologici, intermedi, multidisciplinari, qualitativamente e quantitativamente flessibili, capaci di integrare, nell'uso delle risorse, metodi, strumenti e processi innovativi. "Conoscere, comprendere, saper fare" sintetizza il percorso formativo dell'architetto "generalista" che il Laboratorio di Costruzioni, come esercizio collettivo, realizza attraverso l'integrazione del sistema di regole, vincoli e obbiettivi che il progetto deve rispettare e soddisfare nelle successive sperimentazioni fino alla realizzazione concreta. In particolare Cristina Cocchioni e Maria Caterina Redini identificano, nella prima parte del volume, i contenuti didattici del Laboratorio di Costruzione dell'Architettura, sulla base della letteratura scientifica disciplinare, per poi passare ad indagare i riferimenti culturali dell'area tecnologica e motivare l'iter formativo finalizzato alla trasmissione ed alla comprensione. Questa impostazione è uno dei principali pregi del Corso di Laurea quinquennale UE, che ha voluto sperimentare e rendere più serrato e proficuo il percorso didattico.
Cristina Cocchioni è professore associato di Tecnologia dell'Architettura presso la Prima Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni della "Sapienza". Ha effettuato ricerche su innovazione tecnologica nell'edilizia, struttura d'impresa e mercato abitativo, risorse e modalità dell'intervento pubblico, politica tecnica e rappresentazione di sistemi decisionali. Con Alinea ha pubblicato Conoscenza dei modelli e modelli di conoscenza, quali strategia per l'innovazione(ed. 2003), mentre con Alberto Giretti, sempre per i tipi Alinea ha recenteme