Ambiente costruito. Un secondo paradigma
264 pp. ill. b.n.
Sommario: Introduzione - L'arte del costruire e la cultura della durata: Complessità e ruolo dell'architettura come tecnologia dei sistemi insediativi - La tradizione dell'architettura e la sua rottura - Il paradosso del rapporto con il tempo: L'eredità del passato - Tradizioni e paradossi del moderno: Negazione del passato e contraddizioni del moderno - Il difficile rapporto con il luogo - Dal trauma bellico a preesistenze e continuità: La cultura italiana tra le due guerre - Il primo dopoguerra - L'esperienza italiana: Dai centri storici al recupero del patrimonio edilizio esistente: Gli anni '60 - Gli anni '70 - La distribuzione geografica degli interventi - La questione dei costi d'intervento - Dal recupero al progetto della città esistente: Difficoltà e successi - L'ottica ambientale (le risorse e il rapporto con il luogo) - Gli anni '80 - Il recupero: nuovi servizi e nuovo mercato: Anni '90: il dibattito culturale - Il mercato del recupero - Dagli anni '90 all'attualità: Prospettive e problemi - Architettura come ambiente costruito: Problemi di settore e problemi di cultura - La difficile definizione di Architettura - Ambiente e natura - Ambiente costruito - Un approccio e una definizione: Ambiente costruito - Ambiente insediativo - Sistema insediativi - Interazioni del sistema insediativo (sistema di sistema): sistema fisico, sistema sociale, sistema economico: Sistema fisico - Sistema sociale - Sistema economico - Dal progetto dell'"assenza" alla responsabilità dell'esistente: I caratteri del secondo paradigma - Trasformazione e conservazione: dalla contrapposizione alla compresenza - Progetto implicito - Un nuovo progetto? - Riferimenti bibliografici - Riferimenti legislativi - Elenco figure e fonti
L'ambiente costruito, la gestione consapevole e contemporanea di previsioni e azioni conservative e trasformative, l'interscalarità richiesta dalla lettura complessa del sistema insediativo, la percezione di un progetto implicito, continuo, aperto e persino casuale, il rapporto con le informazioni di tempo e luogo come condizione di progetto, la proposizione di un circolo ermeneutico conoscenza-azione-conoscenza, la responsabilità di decisioni compatibili, i valori in gioco, infine, per la nostra esistenza nei nostri sistemi insediativi: tutto ciò può emergere dallo sfondo della nostra tradizione. Queste nuove opportunità sembrano spiegare e proporre le ragioni di un diverso rinnovato interesse per il costruito ed una sua possibile diversa centralità. Il testo, richiamando dall'interno dibattiti, studi ed esperienze sul progetto della città esistente, propone una riflessione critica sull'architettura e il progetto osservandoli attraverso una nuova ottica.L'ambiente costruito può rappresentare allora un punto di vista che raccoglie entro un orizzonte comune molteplici indicazioni e stimoli altrimenti eterogenei, che spiega e risolve alcune contraddizioni e perviene a suggerire una possibile estensione ed innovazione di ruoli per questa disciplina antichissima. Questo, considerando un vastissimo territorio di nuovi orizzonti teorici, strumenti e tecnologie applicative, che evocano nuove e rilevanti responsabilità nella futura gestione, difficile e comune, del nostro ambiente costruito.
Valerio Di Battista
Architetto, professore ordinario di Tecnologie del Recupero Edilizio e libero docente di Composizione Architettonica. Attualmente Preside vicario della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano, coordinatore del Dottorato di Ricerca Programmazione Manutenzione Riqualificazione dei sistemi edilizi urbani. Vice-presidente Commissione Processo edilizio e coordinatore gruppi di lavoro UNI. Responsabile nazionale e regionale di ricerche interuniversitarie e interdipartimentali, titolare di contratti consulenza con enti e istituzioni pubbliche. Codirettore della rivista "Ambiente Costruito" (1997-2001). Direttore della rivista "Recuperare" (1981-1994). Membro del Consiglio Nazionale A.N.C.S.A. (dal 1982-2004). Partecipa attivamente al dibattito sul recupero edilizio dal 1975 ed è autore di oltre centotrenta pubblicazioni.