Forma come destino
Collana diretta da Paolo Bagni
192 pp.
La forma è l'indice del destino, è quell'impronta indelebile che a qualunque livello plasma ogni esistere. La forma scol-pisce e modella il senso delle cose, assicurandone l'identi-tà. E quel quid senza il quale la cosa sarebbe diversa.
Da Focillon a Souriau, da Lalo a Bayer, da Alain a Valéry, per arrivare a BaltruŠaitis, l'estetica francese diventa il luo-go di un dibattito morfologico che s'incentra sull'indagi-ne delle strutture oggettive dell'opera d'arte, del fare e del produrre dell'artista. Della sua tecnica che passa attraverso il lavoro di una mano sapiente. Si è di fronte ad un'estetica che, mentre dipinge a tinte forti un luogo, quello dell'opera d'arte, dove giunge ad espressione sensibile la vita delle for-me e dello stile, non tradisce ma anzi esalta il ruolo dell'at-tività tecnica, dando spazio a quegli schemi materiali-con-creti che sono gli stessi a priori dell'opera.