Francesco Melzi d'Eril 1753 - 1816
pp.352
Milano: " il terremoto " del 1796 - Una città che si annoia - Gli esordi di Francesco Melzi - Bonaparte si avvicina - Un'entrata trionfale - La "reazione" dei vinti - La repubblica Cisalpina - Primo traguardo: una costruzione - Uno sguardo al di là delle Alpi - Melzi nel labirinto di Rastadt - Melzi a Seltz e a Parigi - Il solitario di Saragozza - La nuova Cisalpina - Melzi, il "desiderato" - La fabbrica delle costituzioni - Il pellegrinaggio di Lione - La seduta gloriosa - Il giorno degli inganni - Dietro le quinte di una consulta straordinaria - L'intervento delle muse - Melzi ritorna a casa - Il grande nemico - Tra Austria e Francia - Il concordato e i dispiaceri di Melzi - La fine di un sogno - Un matrimonio in vista? - Il tramonto delle repubbliche - Verso il regno italico - La rivoluzione Milanese del 1814 - Melzi exit - Lettere importanti.
Una Lombardia ricca e indifesa fra tanti staterelli regionali; le armate del Direttorio che dilagano, invadono e impongono la legge della conquista. Nulla è più come prima, la rivoluzione di Francia sta per cambiare l'assetto di un mondo millenario. Il giovanissimo Buonaparte, geniale e sprezzante, giunge come un fulmine nelle calme pianure piatte, piene di messi e di risaie. Napoleone, decide, ordina, pretende; saprà anche organizzare, ma intanto occorre che qualcuno gli impedisca di distruggere tutto. Milano non può trovare che un uomo appartato, onesto e per nulla voglioso di scommettere in quella fornace la sua "reputazione". Francesco Melzi, patrizio milanese, di poca salute, di alto sentire: l'unico, a quei tempi, capace di credere al disegno di un'Italia libera.