I linguaggi della tradizione: canone e anticanone nella cultura inglese
360 pp.
Sommario: Prefazione di Vita Fortunati - Introduzione - Canone e anticanone: la parola e il potere - La teoria, gli studi culturali e il 'dopo teoria' - Riscrivere il passato - Per una definizione dell'anticanone - Rivelazione e censura religiosa - Censura politica, teatro e libertà di stampa - Oscenità ed estetica - Letteratura dall'inferno - Un dibattito ancora aperto - Una questione di confini: modelli di lettura e visioni canoniche - Traiettorie della teoria - Il corpo, il sapere, il potere - Neostoricismo e materialismo culturale - Ridisegnare i confini - Ritorno al canone occidentale - Storicizzare il canone - Ibridazioni postcoloniali - La sfida della complessità - Shakespeare e il poets' corner: memoria culturale e identità nazionale
- Poesia della memoria, memoria della poesia - Le origini del Poets' Corner - Il caso Shakespeare - La canonizzazione di Shakespeare tra realismo e antirealismo - Lo sviluppo del Poets' Corner tra Sei e Settecento - Shakespeare, gli attori e il Giubileo di Stratford - La rivincita di Shakespeare poeta - Memoria culturale e identità nazionale - La gerarchia delle arti e dei generi: la nascita del romanzo tra verità e finzione - L'evoluzione dal romance al novel - L'irresistibile attrazione del vero - Oltre il reale - Ritorno al reale - L'ibridazione come processo evolutivo - Le ragioni dell'arte e la sfida della scienza: ciclicità, progresso, degenerazione - Ciclicità e declino - Poesia e scienza - Contro il dominio dell'utile - Il libero incontro tra l'utile e l'arte - Ebraismo ed ellenismo a confronto - La controversia tra Huxley e Arnold - Il canone e gli esteti - L'apoteosi dell'arte per l'arte - Decadenza, degenerazione, atavismo - Contro il pregiudizio della razza, per una nuova idea di nazione - Oltre l'idea di decadenza - Alle origini della critica femminista: l'educazione delle giovani e il romanzo - Donne e cultura fra Rinascimento e Restaurazione - Pregiudizi e teorie settecentesche sull'educazione delle giovani - Dei divieti e delle maschere - I radicali anni novanta - Continua la polemica contro il romanzo - Le nuove ragioni di una causa secolare - Dal travestimento all'imprenditoria letteraria - Verso la fondazione di Girton e Newnham - Infine una stanza tutta per sé - A (provvisoria) conclusione di un percorso - Bibliografia
Frutto di una nuova visione della letteratura - legata all'avvento della 'teoria', degli studi culturali, postcoloniali e di genere - la categoria del 'canone' è stata oggetto, a partire dagli anni ottanta, di una vasta riflessione critica, maturata nelle università americane e inglesi e diffusasi in tutto il mondo. Il dibattito intorno al canone ha contribuito a un nuovo assetto del sapere, aperto a molteplici differenze e sospettoso nei confronti delle grandi tradizioni, offrendoci uno strumento concettuale di primaria importanza per comprendere le dinamiche letterarie del passato e del presente - due dimensioni che s'intrecciano in questo volume, nel tentativo di integrare la prospettiva teorica con quella storicistica. Il rapporto della letteratura col potere, il valore memoriale della poesia e dei monumenti, le contaminazioni tra i generi letterari e le arti, il confronto tra arte e scienza, il progressivo affermarsi di una cultura 'al femminile', la mutata concezione dell'atto della lettura nel Novecento, i recenti sviluppi delle discipline letterarie: sono questi alcuni dei nodi concettuali che I linguaggi della tradizione tratta, offrendo ai lettori nuovi spunti di riflessione e strumenti per un'indagine critica multidisciplinare e comparata.
MAURIZIO ASCARI è ricercatore di Letteratura inglese presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università di Bologna. È autore di una monografia su Henry James (In the Palatial Chamber of Mind, 1998) e di uno studio sul romanzo poliziesco e sul romanzo anarchico inglese (La leggibilità del male, 1999). Ha curato edizioni di opere di William Wilkie Collins, Henry James, Katherine Mansfield e William Faulkner.