Il cantafavole concettuale
166 pp. ill. b. n.
Presentazione - Il cantafavole concettuale - Cap. 1 L'Ermete di Thomas Mann, mondan, e l'Ermete di Giorgio de Chirico perfetto, miracoloso, oniropompo, tutt'altro che mondan - Cap. 2 The serpentina produce - Cap. 3 Un plotone di narratori a cominciare da Platone - Cap. 4 Infiorescenze cartesiane - Renati Descartes imaginationes - Conclusione
Il cantafavole concettuale di Vincenzo Cocozza è, invero, saggio che tratta in modo chiaro la complicazione del concetto che è anche narrazione. Invero.., ma se è tutto falso, qui? Tutto no. Quanti nomi son citati, e la citazione invera: Platone, Kant, Schleiermacher, Schopenhauer, Dilthey, Freud, Cartesio, Peirce, Dewey, Bruno, Hogarth. e i Thomas Mann e i Giorgio de Chirico e i Longhi e i Guicciardini e Joyce... e il Trismegista: tutti ermeticamente presenti e ben allineati. Anche Adam Smith, I'Ermete moderno: anche lui invera. La sua opera, anzi, è moneta sonante nel Cantafavole concettuale, sonante come orchestrina orchestrata per qualche monata dada. Sonante e risonante verità in falsetto. Ma va' ... Falso e falsetto come il linguaggio scelto dall'autore che è pure professore. Ma che è questo scrivere col versetto? Come se, vivente omotelèuto, dicessi: il ver affetto? L'affetto come prosciutto, come pregio o come difetto? L'affetto perché mi diletto? Il mio, dunque, è verbalismo o logicismo? La mia domanda cade nel vuoto. Mi rispondo per le rime, ma è logico: nuoto nel vuoto. Il cantafavole concettuale è un ritornello. A cosa allude questo titolo, al suo contenuto? Un rovello. Che sia una tautografia, il saggio? Allora vuoto il sacco mentre nuoto: esso è vero perché è falso ed è falso perché è vero. E vera paradossografia.
VINCENZO COCOZZA insegna estetica presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Bologna. Tra i suoi lavori, in questa stessa collana è apparso La retorica e il cibo nel 1997.